17.6 C
Pordenone
lunedì 10 Maggio 2021
HomeIN EVIDENZAPiano nazionale di vaccinazione anti-Covid. In Regione FVG le prime vaccinazioni inizieranno...

Piano nazionale di vaccinazione anti-Covid. In Regione FVG le prime vaccinazioni inizieranno il prossimo 27 dicembre

E’ stato attivato il piano nazionale di vaccinazione anti-Covid, in Regione FVG le prime vaccinazioni inizieranno il 27 dicembre 2020. La prima fornitura importante (circa 2 milioni di dosi) dovrebbe arrivare in Italia durante il mese gennaio ed entro il mese di giugno invece arriverà una fornitura da permettere l’immunizzazione di circa 30 milioni di italiani, grazie agli accordi firmati dall’UE con le varie case farmaceutiche.

Chi li somministra?

E’ attivo il portale per iscriversi all’elenco di medici e infermieri e assistenti sanitari disponibili ad un incarico retribuito per la somministrazione dei vaccini anti Sars-Cov-2: https://personalevaccini.invitalia.it

I contratti avranno una durata massima di nove mesi, rinnovabili in caso di necessità. L’avviso pubblico è per assumere a tempo determinato fino a 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari, che dovranno sostenere la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1.500 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale.

Dall’inizio di dicembre 2020 è iniziata in Inghilterra la distribuzione del primo vaccino anti COVID-19 autorizzato per l’uso in emergenza. Si tratta del vaccino a mRNA prodotto dalla Pfizer e BioNTech che è stato studiato su 43.000 persone dimostrando di essere efficace nel prevenire la malattia in circa il 95% dei casi. I dati pubblicati in letteratura ci dicono che questo vaccino è stato testato in una popolazione di 43.548 persone di età superiore ai 16 anni (21.720 vaccinati con il vaccino Pfizer -BNT162b2 e 21.728 con placebo) e che due dosi a distanza di 21 giorni sono risultate efficaci al 95% nella prevenzione del COVID-19.

Ci sono stati solo 8 casi di COVID-19, con insorgenza dei sintomi 7 giorni dopo la seconda dose del vaccino e 162 tra le persone vaccinate con il placebo (acqua e sale).
Un altro vaccino simile è stato realizzato dalla statunitense Moderna e un terzo dalla Astra Zeneca con l’università di Oxford, tutti sottoposti per l’approvazione alle Agenzie Internazionali di controllo FDA negli Stati Uniti e EMA in Europa.

Il vaccino previene la trasmissione del Sars-Cov-2?

Tutti questi vaccini hanno dimostrato una buona efficacia (superiore al 90%) e una buona tollerabilità, in quanto privi di effetti collaterali gravi, anche se possono provocare piccoli disturbi che durano uno o due giorni, come dolore nel punto di inoculo, febbre e debolezza.
Resta aperto il quesito se le persone vaccinate – oltre ad ammalarsi di meno – si infettino anche più raramente e trasmettano meno il virus, come sembrano indicare i primi dati.
Questo aspetto è di particolare importanza, in quanto è opportuno proteggere le persone non solo dalla malattia, ma evitare che coloro che sono vaccinati (e che potrebbero trascurare le misure di protezione) possano diventare portatori e continuare a diffondere il virus.

Qunato dura l’immunità del vaccino?

Oggi non è facile stabilire quanto duri la protezione immunitaria indotta dalla vaccinazione. Il virus è stato scoperto meno di un anno fa e la sperimentazione dei vaccini è iniziata da meno di 9 mesi: sarà necessario seguire le persone vaccinate nel tempo, per determinare i livelli di anticorpi, il numero di cellule della memoria immunitaria, e quindi la protezione globale verso una possibile reinfezione.
Certamente sarà importante capire quanto dura l’immunità del vaccino, a quali livelli di riduzione ricomincia a essere pericoloso reinfettarsi e in quali popolazioni – bambini o anziani – i livelli di protezione ritornano a essere insufficienti.
Ad oggi i dati raccolti a distanza di tre mesi dalla seconda dose del vaccino a mRNA ci dicono che in tutti i partecipanti la vaccinazione ha prodotto livelli elevati di anticorpi, che sono diminuiti leggermente nel tempo, come previsto, ma che sono rimasti elevati.

Come funziona il vaccino nei bambini, negli anziani e nelle donne in gravidanza?

Al momento attuale è in corso uno studio in ragazzi di età compresa fra 12 e 15 anni e sono previsti ulteriori studi per valutare la sicurezza e la risposta immunitaria in donne in gravidanza, bambini di età inferiore a 12 anni e in gruppi a rischio speciale, come persone immunocompromesse. Gli studi fino ad ora condotti, hanno invece mostrato risultati promettenti in termini di sicurezza ed efficacia, soprattutto nelle persone di età superiore ai 55 anni.

Quali sono le differenze tra i vaccini?

I vaccini della Pfizer e Moderna sono basati sull’introduzione nell’organismo di mRNA sintetico veicolato da particelle lipidiche, mentre quello di AstraZeneca utilizza del DNA veicolato da virus animali innocui per l’uomo.
Le due metodologie sono diverse e la risposta immunitaria sembra differente, ma ancora non è noto come rispondano i diversi gruppi di popolazione. Inoltre, sono diverse le condizioni di conservazione e somministrazione e non si conoscono i limiti che impone la conservazione a bassissime temperature (-70 °C) di un tipo di vaccino rispetto agli altri due.

Come controllare la sicurezza dei vaccini nel tempo?

I dati dei trial di fase 3 condotti finora non hanno rilevato alcun problema sulla sicurezza dei vaccini dimostrando l’assenza di pericoli collegati al suo utilizzo. Naturalmente i controlli dovranno proseguire nel tempo per confermare che non vi siano effetti tossici o dannosi a distanza.
La relativa brevità delle sperimentazioni non può infatti garantire con certezza l’assenza totale di eventi a lungo termine, anche se le analisi condotte finora non hanno registrato né indotto a prevedere alcun danno a distanza, mentre i vantaggi della protezione che i vaccini comportano sono evidentemente enormi.

Il coronavirus potrebbe modificarsi e diventare resistente nel tempo?

La possibilità dei virus di modificarsi e diventare insensibili ai vaccini è nota e usuale nel caso dei virus influenzali. Tuttavia il SARS-CoV-2 sembra essere un virus poco incline alle modifiche. In ogni caso la sorveglianza virologica nel tempo sarà necessaria per controllare che non intervengano mutazioni rilevanti del virus che possano avere un impatto sulla efficacia della vaccinazione.

In ultima analisi, possiamo anticipare qualche risposta?

Probabilmente si:

  • Se l’immunità ottenuta con i vaccini si dimostrerà di breve durata, ricorreremo ai richiami, come già oggi accade per molti altri vaccini;
  • Se il virus andrà incontro a mutazioni come accade per il virus dell’influenza, ci comporteremo come ogni anno ci comportiamo con il virus dell’influenza: una nuova vaccinazione con un vaccino ricavato dal virus mutato.

Si dovrebbe arrivare in fretta a vaccinare il 60-70% almeno della popolazione. Se saremo fortunati, il vaccino avrà un’efficacia del 90% circa. Questo significa che, una volta vaccinato, ciascuno di noi avrà pur sempre il 10% di probabilità di infettarsi se incontra un malato.
Senza l’immunità di gregge, che raggiungiamo vaccinando almeno il 60-70% della popolazione, dovremo continuare a confrontarci con i rischi di questo virus.

AIFA Sicurezza vaccini. Nel 2019, su un totale di oltre 23 milioni di dosi somministrate in Italia per tutte le tipologie di vaccini, sono state riscontrate solo 22 segnalazioni di reazioni avverse ogni 100.000 dosi, che corrispondono a circa 11,2 segnalazioni ogni 100.000 abitanti, tendenzialmente in linea con il tasso osservato nel 2017 e nel 2018.

I dati sono contenuti nel Rapporto Vaccini 2019, pubblicato dall’AIFA sul portale istituzionale, nel quale sono descritte le attività di vaccinovigilanza condotte in Italia dall’Agenzia Italiana del Farmaco in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Gruppo di lavoro sull’analisi dei segnali dei vaccini.

Per un approfondimento sui vaccini anti Covid:

https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4408-nuovo-coronavirus-vaccini-in-sperimentazione.html
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33173896/
Articoli in allegati

Per approfondimento alcuni aticoli allegati:

Vaccinazione anti-SARS-CoV-2. Piano strategico

Vaccino COVID-19: rapporto completo

Vaccini negli anziani

Immunogeneciticità

Rapporto vaccini 2019

Post Preferiti